Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale diede una diversa direzione alle aspirazioni commerciali di Triumph, in quanto la produzione fu dirottata verso le Forze Armate. Un prototipo di bicilindrica da 350cc – il 3TW – era pronto e già approvato come moto standard per l’esercito quando, la notte del 14 novembre 1940, lo stabilimento di Coventry fu completamente distrutto da un blitz tedesco. Senza perdersi d’animo, la produzione fu ripresa nello stabilimento provvisiorio di Warwick, mentre una nuova fabbrica fu costruita a Meriden. I nuovi impianti furono operativi nel 1942.
Sul finire degli anni ’30, la Speed Twin acquistò credito fra gli appassionati delle gare di flat racing americane e, quando le ostilità cessarono, Turner intuì le potenzialità del mercato statunitense. Durante la guerra aveva saggiamente mantenuto i contatti con Bill Johnson, distributore per Triumph sulla Costa Ovest, e nel 1945 lo andò a trovare per cementare la relazione.
Nel dopoguerra, la gamma consisteva in tre modelli – la Tiger 100, la Speed Twin e la più piccola 3T, una tourer da 349cc – e, nel 1946, l’irlandese Erenie Lyons vinse il Manx Grand Prix guidando una T100, davanti a parecchie Norton. Entro la fine del decennio, l’aspetto di queste moto si era evoluto e ora contemplava anche un faro e la strumentazione, racchiusi in un cruscottino, (caratteristica unica e immediata per quei tempi). Furono aggiunti alla gamma due nuovi modelli, la Trophy, una off-road con motore da 500cc, e la Thunderbird, da 645cc, realizzata per soddisfare la richiesta di potenze più elevate, del mercato americano.